Skip to content Skip to main navigation Skip to footer

La natura “condizionale” del reddito di cittadinanza impone che il beneficiario della carta restituisca alla collettività ove è residente dalle 8 alle 16 ore di attività utile. I Comuni, coordinati a livello di ambito, hanno l’obbligo di prevedere progetti utili alla collettività (PUC) cui far partecipare i beneficiari di reddito di cittadinanza.

Tale obbligo è sancito dall’art. 4 comma 12 del DL 4/19.

I progetti hanno l’obiettivo di migliorare servizi e attività già esistenti nell’ente, ovvero di implementare nuovi servizi utili alla collettività, ma non sostituire servizi core dell’ente, da gestire con personale dipendente o in appalto. I progetti potranno essere previsti in ambito culturale, sociale, artistico, ambientale, formativo e di tutela dei beni comuni, e le attività previste saranno da svolgere presso il medesimo comune di residenza, mettendo a disposizione un numero di ore compatibile con le altre attività e comunque non inferiore al numero di otto ore settimanali, aumentabili fino ad un numero massimo di sedici ore complessive settimanali con il consenso di entrambe le parti.

Il decreto sui PUC andrà in approvazione nei prossimi giorni. Da quel momento i comuni dovranno caricare i progetti sulla piattaforma ministeriale dedicata “Gepi”.

Molte sono le attività connesse ai PUC:

  1. Individuazione del fabbisogno e dei servizi comunali in cui collocare i progetti
  2. Predisposizione dei progetti, loro inserimento sulla piattaforma e condivisione con i centri per l’impiego
  3. Individuazione dei tutor di progetto
  4. Abbinamento dei beneficiari ai progetti nel rispetto dei criteri individuati del decreto PUC
  5. Iscrizione all’INAIL, apertura posizione assicurativa, eventuale visita medica, eventuale erogazione dei DPI
  6. Formazione dei beneficiari inseriti nei progetti
  7. Gestione dei beneficiari collocati nei progetti e relative comunicazioni all’INPS

Le risorse per gli adempimenti relativi ai PUC vanno attinte dai trasferimenti fatti agli ambiti sociali (PON inclusione e fondo povertà); dal 2020 ci sarà un avviso ad hoc.

Al fine di sostenere i comuni in questa complessa e impegnativa attività, UPEL propone agli enti locali e agli ambiti sociali sia la formazione che il tutoraggio necessari, sulla base delle reali esigenze del territorio. Gli enti che ne facciano richiesta potranno così trovare in UPEL un partner per le linee di attività più deboli, al fine di riuscire tempestivamente ed efficacemente a rispondere a questo dettato normativo.

A seguito dell’incontro tenutosi il 10 ottobre, si allega un questionario utile per raccogliere, dagli Enti interessati, il fabbisogno formativo e di tutoraggio che UPEL potrà soddisfare.

Si resta a disposizione per ogni ulteriore informazione e si inviano cordiali saluti.

In seguito all’approvazione della legge di bilancio 2019 i commi 858 – 872 hanno introdotto penalizzazioni per gli enti che non rispettano i termini di pagamento delle transazioni commerciali, non riducono il debito pregresso, non alimentano correttamente la Piattaforma per i crediti commerciali (PCC).

In particolare, i Comuni inadempienti, dal 2020 e con riferimento alla situazione rilevata dalla PCC, dovranno accantonare nella parte corrente del proprio bilancio una quota, crescente all’aumentare dell’entità della violazione, delle risorse stanziate per l’acquisto di beni e servizi.

UPEL, pertanto, ha deciso di supportare i Comuni in questo adempimento.

Il servizio offerto, dopo una prima analisi delle situazioni delle fatture presenti in PCC e nel programma di contabilità dell’Ente, prevede l’allineamento delle due banche dati, organizzato in due fasi:

  1.  La prima Fase prevede una bonifica “massiva” inviando flussi relativi ai pagamenti ove mancanti e la lavorazione degli esiti della procedura stessa;
  2. La seconda fase prevede invece la modifica “manuale” e puntuale di ogni fattura per arrivare al completo allineamento della contabilità e della piattaforma PCC.

Si precisa che UPEL riserva ai propri servizi agli associati e non svolge attività di consulenza ma di supporto formativo ai funzionari.